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Lunedì 28 gennaio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
SISTER
(Francia 2012) di Ursula Meier – dur. 97'
con Lèa Seydoux, Kacey Mottet Klein, Martin Compston, Gillian Anderson, Jean-Francoise Stèvenin
Il dodicenne Simon vive con la sorella Louise in una valle delle Alpi svizzere. La squallida periferia dove abita è separata dalla ricca stazione sciistica da una funivia che tutti i giorni il ragazzo prende per scendere poi carico di refurtiva sottratta ai facoltosi turisti. La sua sola paura è di essere lasciato solo dalla sorella, una ragazza incapace di badare a se stessa e di cui lui, a ruoli capovolti, si prende cura.

Premi:
Vincitore di 2 premi internazionali (più 1 nomination) tra cui il Premio Speciale al Festival di Berlino.

Così la critica:
Daniela Zanolin (Segnocinema)

Viene alla mente un mondo dickensiano di ingiustizie, privilegi, miserie, oppure quello altrettanto netto nella denuncia morale di giovinezze disperate nelle pieghe della nostra società postindustriale dei fratelli Dardenne. Il ragazzo abita in un casermone di una squallida periferia a fondovalle dove vive gente come lui ai margini. Senza reti protettive, senza il necessario per mettere insieme un pasto decente, sempre alla ricerca di un modo di sopravvivere al degrado e alla solitudine che lo circondano…

Roberto Escobar (L’Espresso)
C’è un segreto tra Louise e Simon, un segreto che a lei pare la condizione necessaria per aspettarsi una vita sua, non più legata a quella di lui, e che per lui significa invece disamore e abbandono crudele. La sceneggiatura finisce per rivelarlo, ma solo dopo avere raccontato la durezza di quel piccolo mondo, diviso tra il grigiore basso del piano e lo splendore alto delle nevi. Quando Simon è su, tra i ricchi, non ruba solo i loro oggetti costosi, ma anche un po’ della loro felicità senza paure (e senza pietà), tanto sicura quanto egoistica. Però, quando torna giù, tutto questo si capovolge in disperazione, e anzi in disperata vitalità. A 12 anni sa che, diviso fra lo splendore di chi sta sopra e lo squallore grigio di sta sotto, quel mondo feroce non gli concederà mai niente – non denaro, e ancor meno felicità – se non il poco o il molto che lui sarà capace di far suo rubando.

URSULA MEIER – Besançon (Francia), 1971
Doppia cittadinanza svizzera e francese, studia Regia all' IAD di Louvain-la Neuve, in Belgio, dove si diploma nel 1994. Assistente alla regia di diversi cortometraggi e documentari, collabora con Alain Tanner prima di farsi notare come regista con il corto “Le songe d'Isaac” (1994), premiato ai Festival di Locarno, Tel Aviv e Karlovy Vary. Anche i suoi corti successivi, “Des heures sans sommeil” (1998) e “Tous à table” (2001) ricevono svariati premi. È anche regista di due documentari, “Autour de Pinget” (2000) e “Pas les flics, pas les noirs” (2002). Nel 2002 debutta nel lungometraggio di finzione con “Des épaules solides”. Con il successivo “Home” (2008) realizza un film metaforico sullo stress della vita moderna che comincia con i toni della commedia allegra e scivola verso la tragedia finale: “Talentuosa, la Meier realizza una rivisitazione di generi e di autori, originale, per niente scontata, grondante cinema. Lei dichiara che il film mescola tutto ciò che le ha dato voglia di fare cinema, e quello che ne emerge è proprio questo. Il tono varia dall'iperrealismo della prima parte all'atmosfera alla Haneke della parte finale, passando per il grottesco, il surreale e anche il comico di alcune scene” (Brunetta, Cineforum). “Sister” (titolo originale “L’enfant d’en haut”) è il suo terzo lungometraggio.”
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