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Lunedì 11 marzo Evento Speciale in collaborazione con il DAMS Ore 16:15 - 20:15
COME VINSI LA GUERRA
(USA 1926) di Buster Keaton e Clyde Bruckman – dur. 84'

con Buster Keaton, Marion Mack, Charles Smith, Frank Barnes
Durante la guerra di Secessione un macchinista sudista, che ama la sua locomotiva, The General, poco meno della sua fidanzata, viene respinto da lei poiché non è stato arruolato: si riscatta salvandola dai nordisti e portando al presidente Jefferson informazioni preziose.

Il film sarà accompagnato al pianoforte dal Maestro Luigi Giachino.

Premi:
Vincitore di 1 premio internazionale. Conservato nel National Film Registry presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. 18° nella classifica dei cento migliori film americani di tutti i tempi secondo l'American Film Institute.

Così la critica:
Paolo Mereghetti (Dizionario dei film):

Uno dei film più noti di Keaton: la Storia vista attraverso la sua maschera impassibile di innocente individualista, che non sembra rendersi mai conto di quanto accade intorno a lui. La guerra è descritta come una girandola senza senso, dove gli uomini cascano a terra come soldatini di piombo. Il climax spettacolare è offerto dagli inseguimenti su rotaie, che vennero girati senza risparmio di mezzi e senza modellini.

Fernaldo Di Giammatteo (Nuovo dizionario universale del cinema):
In “The General”, opera sostenuta da un ritmo visivo sbalorditivo, si ritrova il Keaton migliore. Il film, il primo girato per la United Artist, è un bell’esempio di narrazione storica in chiave comica. È ispirato all’episodio autentico del meccanico sudista Andrews a Big Shanty, in Georgia, durante la guerra civile. Raffigurandovi il suo inespressivo personaggio che “non osserva neppure l’ampiezza degli sconvolgimenti che lo minacciano e sembra esorcizzare la mostruosità universale grazie alla sua impassibilità” (G. Sadoul), Keaton vi porta a compimento la sua tendenza apocalittica, ma in maniera diversa da quanto aveva proposta finora. Esaspera lo scontro tra la logica altra del suo eroe e la logica del mondo e della storia come racconti incomprensibili, ma al contempo, nel tema della fusione tra uomo e locomotiva, e nel motivo del nomadico viaggio del treno per i grandi spazi, sembra additare per la prima volta una speranza dì conciliazione uomo-natura, una speranza tipicamente americana, fuori delle regole della storia e della società.

BUSTER KEATON (Joseph Frank Keaton)
Piqua (USA), 1895 - Woodland Hills (USA), 1966

Buster Keaton è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense, tra i maestri della commedia nel periodo del cinema muto classico – assieme a Charlie Chaplin e Harold Lloyd. È celebre per l'espressione stralunata e triste dei suoi personaggi – nei suoi film non ride mai – e soprattutto per la mimica e il suo talento acrobatico nelle gag che portava sullo schermo. L'AFI, “American Film Institute”, lo ha inserito al ventunesimo posto nella classifica dei migliori venticinque attori americani di tutti i tempi.

CLYDE BRUCKMAN
San Bernardino (USA), 1894 - Los Angeles (USA), 1955
Clyde Bruckman è ricordato soprattutto per essere stato un famoso regista cinematografico e redattore di didascalie alla Warner Bros.. Infatti nella seconda metà del 1920 si unì a Buster Keaton quando questi passò dal corto al lungometraggio, dirigendolo in alcuni film. Lavorò alla sceneggiatura di una dozzina di film di Keaton e diresse "Come vinsi la guerra" nel 1926. Harold Lloyd lo chiamò come regista dei suoi primi film sonori e firmò "Piano coi piedi" nel 1930 e "Follie del cinema" nel 1932. Negli anni venti ha diretto la celebre coppia Laurel & Hardy in una decina di film, taluni passati alla storia come "La battaglia del secolo" (1927) e "Il tocco finale" (1928). Lavorò anche con W. C. Fields per cui diresse "The Fatal Glass of Beer" nel 1933 e "The man on the flying Trapeze" nel 1935. Quest'ultimo rimane tra i migliori film del regista, anche se non gli valse molto perché in seguito non gli venne offerto solo qualche sporadico lavoro di sceneggiatura. Buckman morì il 4 gennaio 1955 a Los Angeles in California all'età di 60 anni.

OSPITE:
LUIGI GIACHINO
Diplomato in pianoforte e composizione con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino con Maria Gachet e Gilberto Bosco, ha proseguito gli studi con Vincenzo Vitale e Giorgio Ferrari. Ha conseguito un attestato di specializzazione CEE in composizione, arrangiamento e direzione d'orchestra di musica extracolta a chiusura di un corso curato da Peppe Vessicchio. I suoi lavori cameristici, sinfonici e lirici, sono eseguiti periodicamente in concerti e registrazioni. E' stato fellow della Bogliasco Foundation per la composizione del melodramma "La casa del nonno" (Sonzogno). Tra i premi, nel 1993 ha vinto una borsa di studio della Direzione Generale SIAE per studiare con Carlo Savina e ne è diventato assistente in diverse sedi (Scuola di Musica di Fiesole, Conservatorio di Genova, AlassioLaboratorioMusica, ecc.). È autore di balletti, musiche di scena e schermiche per vari committenti fra i quali Raidue, TorinoSpettacoli, Ministero dell'Ambiente - Commissione Europea DG XI - Lipu, Città di Torino, Giugiarodesign, Raitre, Università di Torino, Accademia Regionale di Danza di Torino, Centro Estero Camere di Commercio Piemontesi. Spesso impegnato in concerti, masterclass e giurie di concorso, dal 2004 al 2007 è stato docente presso l'Università di Torino e responsabile musicale della televisione universitaria Extracampus. Ha svolto attività musicale in Francia, Spagna, Germania, Austria, Siria, Slovenia, Romania, Svizzera e Belgio. È docente di Composizione presso il Conservatorio di Torino e in corsi post-laurea dell'Università di Genova. E' pubblicato da Curci, Nuova Fonit-Cetra, Warner, Casa Sonzogno, Esagono, Carocci, Gremese, Kaplan, Il Foglio Letterario, Chiaramonte, TGE, Gioiosa, Gli archivi del '900 e Cartman.

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