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Lunedì 3 febbraio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
EVA
(Spagna 2011) di Kike Maillo (94')
Con Daniel Brühl, Lluís Homar, Alberto Ammann, Marta Etura, Claudia Vega

2041. L'ingegnere cibernetico Álex Garel torna alla sua città natale, per portare a termine un progetto assegnatogli dalla Facoltà di Robotica: creare un bambino robot. Arrivato in città dopo dieci anni di assenza, conosce Eva, la figlia di suo fratello David e della sua ex fidanzata Lana. Eva è una ragazzina anticonformista e diversa dai suoi coetanei, così tra Álex ed Eva si instaura un forte legame. [Wikipedia]

Premi:
Vincitore di 15 premi internazionali (più 28 nomination) tra cui Migliori effetti speciali sia al Fantasporto che al Festival di Sitges e tre Goya (regista, effetti speciali, attore non protagonista Lluis Homar).

Così la critica:
Maurizio Encari (EveryEye.it)
Un'opera soprendente, folgorante, in grado di emozionare a più riprese [...] e che riesce a conquistare sin da subito per l'intensità dei suoi protagonisti, su cui spicca la giovanissima esordiente Claudia Vega, vera e propria rivelazione di cui sicuramente sentiremo ancora parlare. Un film che riesce a toccare nelle corde più profonde del cuore, senza mai scadere nel patetismo o in facili lacrime, ma approfondendo e scavando nell'anima dei suoi protagonisti, divisi tra il passato e il presente, etica e compassione. [...] Ambientato in una piccola cittadina, sovrastata da montagne innevate che innescano una potente e ispirata aura malinconica, Eva non soffre neanche per un istante di momenti di stanca, riuscendo a regalare personaggi ottimamente caratterizzati (menzione speciale per il bizzarro maggiordomo robot di Alex) e una storia, per quanto avveneristica, convincente e credibile. Credibilità aumentata dagli ottimi effetti speciali, con un integrazione di effetti digitali e animazioni di alcuni automi incredibilmente perfetta con l'ambiente circostante.

Chiara Bruno (FilmTv)
Il futuro immaginato da Kike Maíllo è lontano dalle geometrie vertiginose, ignaro della superficie specchiata dei grattacieli. Affonda le mani nel legno e i piedi nella neve di Santa Irene, piccolo mondo antico dove si concepisce il postmoderno. Luogo che ha visto crescere Alex Garel, ingegnere cibernetico e collezionista di invenzioni lasciate a metà. Vi fa ritorno dopo dieci anni di aggiornamento professionale e latitanza affettiva: a casa ha lasciato la donna amata, che ritrova mamma di una bambina adorabile e capricciosa, incostante e tenace, urticante e acuta. Si chiama Eva, e diventa il modello sul quale plasmare il robot definitivo: un bambino meccanico. Alex è stato chiamato a dargli un’anima, e quella curiosa eppure umbratile di Eva gli appare come la Visione di un futuro possibile. Ma la fattibilità non è condizione sufficiente ad avvalorare il fatto: instillare lo spettro sentimentale in un’armatura metallica è gesto arrogante seppur mosso dall’amore.

Luciana Morelli (MoviePlayer.it)
Primo film catalano mai realizzato sui robot, Eva è il convincente esordio alla regia e alla sceneggiatura di un lungometraggio del regista Kike Maìllo, classe 1975 ed alle spalle una lunga esperienza alle prese con spot pubblicitari e cortometraggi. Grande appassionato di robot sin da quando era bambino, Maìllo ne costruiva modelli di tutti i tipi con tutto quello che trovava in casa. Un amore, quello tra il promettente regista di Barcellona e i robot, che è nato quindi molto tempo prima della sua carriera di cineasta iniziata presso la Scuola di Cinema e Audiovisivi della Catalogna. [...] Un tema già largamente affrontato dal cinema di genere fantascientifico ma raramente con un linguaggio così semplice come accade in questo piccolo gioiello del cinema spagnolo capace di combinare perfettamente fantascienza, dramma introspettivo e analisi sociologica in una fiaba cibernetica con protagonisti umani, cyborg umanoidi, animali meccanici e prototipi sperimentali. Girato tra le valli e le steppe innevate della Svizzera e della Spagna, Eva non ha il solito sfondo post-apocalittico o iper-tecnologico, ma uno scenario molto rassicurante come quello di una cittadina di montagna completamente innevata immersa in un'atmosfera quasi irreale. Uno stile scenografico fatto di costumi, arredamenti e utensili riconducibile agli anni '70 insieme all'iper high-tech delle tecnologie robotiche usate per programmare movimenti e reazioni emotive dei prototipi meccanici vanno a inaugurare un eco-futurismo dal gusto retrò che affascina e sorprende per la sua sofisticata genuinità e il suo candido realismo in una produzione indipendente destinata ad un grande successo di pubblico. Grazie all'ambientazione idilliaca e agli interni caldi ed accoglienti, Eva riesce a colmare le lacune che spesso in questo genere di film, spesso freddi e distaccati, creano un'enorme distanza tra la storia e lo spettatore, e lo fa parlando di una realtà molto vicino a noi.

KIKE MAILLO - Barcellona (Spagna), 1975
Si diploma come regista cinematografico nella prestigiosa Escuela Superior de Cine y Audiovisuales de Catalunya (ESCAC) realizzando il cortometraggio 1999. Inizia così una carriera da creativo e regista pubblicitario realizzando spot e campagne pubblicitarie per festival cinematografici. Nel 2003 scrive e dirige il tuo secondo cortometraggio Los perros de Pavlov prefentato in oltre quaranta Festival. Dal 2006 dirige diversi videoclip musicali per gruppi e cantanti spagnoli come Pastora Soler. Nel 2009 al 2012 dirige la serie televisiva animata Arròs covet per un totale di 36 episodi. Eva è il suo primo lungometraggio cinematografico grazie al quale si è aggiudicato numerosi premi internazionali tra cui il Goya come miglior regista esordiente.

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