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Lunedì 9 dicembre Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
IL FIGLIO DELL'ALTRA
(Francia 2012) di Lorraine Levy (105')
Con Emmanuelle Devos, Pascal Elbé, Bruno Podalydès, Jules Sitruk, Mehdi Dehbi, Ezra Dagan
Joseph si appresta a fare il servizio militare per l'esercito israeliano quando scopre di non essere il figlio biologico dei genitori di cui non ha mai dubitato. Al momento della nascita è stato scambiato con un bambino palestinese. La scoperta di quanto avvenuto interrompe brutalmente la tranquillità di entrambe le famiglie, costrette a riconsiderare le loro identità, i loro valori e le cose in cui hanno sempre creduto.

Premi:
Vincitore di 2 premi internazionali.

Così la critica:
Erica Re (FilmTV)
A dispetto dell'incapacità da parte del corpo politico di dare risposte concrete e propositive al conflitto arabo/israeliano, il cinema non sta certo a guardare e, anzi, propone modelli positivi cui ispirarsi. Come quello raccontato da Lorraine Levy, ebrea né israeliana né palestinese, eccezionale nel muoversi sul confine labile che divide queste due anime. La materia scotta, ma a spegner le fiamme ci pensano la sensibilità, il senso si equilibrio e la lucidità dimostrati dalla regista.

Marzia Gandolfi (MyMovies)
Privilegiando un equilibrio (anche estetico) politicamente corretto, “Il figlio dell'altra” sceglie la forma del dramma familiare per raccontare la questione israelo/palestinese. Le idee sono veicolate dai personaggi, che interpretano con grande sensibilità la complessità dei due punti di vista, le contraddizioni di uno stato di cose, il dolore e la resistenza a immedesimarsi nell'altro.

LORRAINE LEVY
Sorella del celebre scrittore Marc Levy, Lorraine Levy inizia la sua carriera artistica come regista e autrice teatrale. Dopo la fondazione della Compagnie de l'Entracte nel 1985, scrive e dirige per il palcoscenico "Finie la comedie" (1988), "Zelda" (Prix Beaumarchais nel 1991) e "Le Partage" (1993, presentato al festival d'Avignon). Dall'inizio degli anni 2000 lavora per la televisione come sceneggiatrice, firmando più di 30 copioni (tra cui le serie di successo 'Joséphine, ange gardien' e 'La bicyclette bleue') per le maggiori reti nazionali. Dopo un lungometraggio passato inosservato ('La première fois que j'ai eu 20 ans', 2005, il percorso di una giovane ebrea nel mondo del jazz) e un cortometraggio sulla violenza coniugale, parte di un lungometraggio ad episodi ('Dix films pour en parler', 2007), il successo arriva nel 2008 con 'Mes amis, mes amours', una commedia brillante tratta dall'omonimo romanzo del fratello. Nel 2010, per la televisione, firma come regista e sceneggiatrice 'Un divorce de chien!'.

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