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Lunedì 13 Novembre Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
EASY, UN VIAGGIO FACILE FACILE

(Italia, Ucraina, 2016) di Andrea Magnani – dur. 91’
con Nicola Nocella, Libero de Rienzo, Barbara Bouchet, Ostap Stupka, Veronika Shostak.

Isidoro ha 35 anni vive dei rimpianti di un ex bambino prodigio del go kart, diventato ormai un asso del divano e della playstation. Fino al giorno in cui il fratello gli chiede un favore speciale: un operaio ucraino è morto sul lavoro e la salma va riportata in Ucraina senza troppe formalità. Easy può così tornare a guidare...un carro funebre.

Premi:
Nominato a 1 premio internazionale.

Locandina del film immagine tratta dal film
Così la critica:
Alessandra Vitali (La Repubblica)
Un viaggio on the road bizzarro e poetico, tra favola e realismo. Destinazione finale un paesino dei Carpazi in Ucraina. Da conquistare passando per luoghi desolati, delinquenti, incidenti di percorso, famiglie generose, natura padrona, guardie di frontiera annoiate e infamissime. Tutto lontano anni luce dai circuiti turistici, dalle città conosciute.La sensazione costante di essere fuori dal mondo, non fosse per i selfie che tutti scattano di continuo con Isidoro, come se non avessero mai visto un ragazzo cicciottone, taciturno, lo sguardo buono e una bara al seguito su e giù per i Carpazi. Nella bara c'è Taras, un operaio ucraino morto in un incidente sul lavoro nel cantiere di Filo, il fratello di Isidoro. (…) Il povero Taras ha fatto un volo che l'ha sottratto per sempre agli affetti che lo aspettavano al di là dei monti, delle foreste, delle autostrade lunghe e noiose. In qualche modo ci tornerà, e se Isidoro farà un favore a lui (più che al fratello che gliel'aveva chiesto), in un certo senso Taras glielo ricambierà, consentendogli di riscattarsi da una vita di fallimenti. Di imparare a riconoscere, e a combattere, le incertezze e le paure. E di trovare, alla fine di quel cammino, tutto quello che gli mancava, cioè quel poco che serve: un sentimento, un futuro, qualcuno da amare.

Giancarlo Zapooli (MyMovie)
Magnani non si limita, grazie a uno straordinariamente efficace Nicola Nocella, a presentarci un novello Candide che torna a conoscere un mondo che è profondamente mutato da quando lui si è chiuso in un triste isolamento. Ci viene infatti, anche proposto un sottobosco imprenditoriale italiano privo di scrupoli, perfettamente rappresentato dal fratello che vuole occultare una morte bianca sfruttando l'ingenuità e la passione repressa per la guida di Easy. Ma non solo, perché il viaggio è costellato di inconvenienti a volte provocatori di risate e in altri casi tendenti alla riflessione sullo stato dell'Unione. Non quella americana bensì quella europea. Perché in questo trasferimento verso Est con bara al seguito si ha modo di scorgere quell'Europa a due velocità di cui si è a lungo è parlato in un passato recente. Da un lato un'Italia che ha un rapporto ambivalente con i migranti (da respingere ma anche da sfruttare) e poi, più si va verso Oriente, Paesi in cui la dimensione rurale ha ancora una grande importanza.

Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Vecchi e giovani, malati veri e coppie sbilenche, campi nomadi e sindaci affaristi, momenti drammatici e tipi buffi: a posteriori non manca niente, ma Lilti e i suoi attori (eccellenti Cluzet e la Denicourt, perfetti tutti gli altri) hanno tempi perfetti, sguardo acuto, e alle spalle una struttura di racconto così solida da essere invisibile. Bulgakov e anche Cechov sono passati di qui. Ma l'ex-medico Lilti ne approfitta per aprirci gli occhi sul presente.
ANDREA MAGNANI
Rimini, 1971

Andrea Magnani è nato a Rimini e vive “tra New York, Trieste e qualche altro angolo del mondo”. Dopo la laurea in scienze politiche si avvicina al cinema nel 2002 lavorando prima come sceneggiatore per la televisione (‘L’ispettore Coliandro’, ‘Distretto di polizia’), poi come regista di cortometraggi e documentari: ‘Basta guardarmi’ (2006) è selezionato al World Film Festival di Montreal e al Giffoni Film Festival e ‘Caffè Trieste’ (2009) vince il premio per il miglior documentario al Trieste Film Festival. ‘Easy’ è la sua opera prima. Se qualcuno gli chiede dei riferimenti, Magnani dice di essere “molto legato a un certo cinema western e che ‘Easy’ è anche un western. Forse c’è qualcosa di ‘Leningrad Cowboys Go America’, della commedia scandinava e anche della commedia italiana”. Non nascondendo quello che lo interessa di più: “L’attenzione la volevo mantenere sul personaggio di Nicola. Cercare il più possibile di renderlo profondo, indagare su di lui”.
Foto del regista
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