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Lunedì 12 marzo Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
IL CITTADINO ILLUSTRE

(Argentina, Spagna, 2016) di Gastón Duprat e Mariano Cohn – dur. 118
Con Oscar Martínez, Dady Brieva, Andrea Frigerio, Belén Chavanne, Nora Navas.

Daniel Mantovani, premio Nobel per la letteratura, l'ha profetizzato nel suo antiretorico discorso svedese: la massima onorificenza farà di lui un monumento, spedendolo anzitempo al museo. Da cinque anni, infatti, non scrive niente di nuovo, e sono più gli inviti che rifiuta di quelli che accetta. Quando però arriva via lettera una richiesta da Salas, minuscolo paese argentino, decide di andare. A Salas, Daniel Mantovani è nato e cresciuto, e da là è fuggito, senza mai tornare, quarant'anni or sono, costruendo la sua identità sul rifiuto di quel luogo e della sua mentalità.

Premi:
Vincitore di 23 premi internazionali più 15 nomination, tra i quali la Coppa Volpi per il Miglior attore al Festival di Venezia, 1 Silver Condor (Miglior attore) e 1 Goya (Miglior film iberoamericano).
Locandina del film immagine tratta dal film
Così la critica:
Chiara Borroni (Cineforum)
Tutto in El ciudadano illustre è costruzione del dettaglio. La descrizione dei personaggi di contorno che gli compaiono nel sogno, per esempio, quelli incontrati solo per pochi istanti eppure indispensabili nella progressione della sceneggiatura, ma anche la precisione estrema con cui sono caratterizzati gli ambienti, le case, l'albergo. El ciudadano ilustre è, d'altronde, proprio un film su quello che sta intorno, sui dettagli, sui particolari, che quanto più sono specifici e descrivono il paesaggio umano e ambientale di contorno, tanto più delineano la solitudine del personaggio principale.

Federico Boni (Cineblog)
Suddiviso in capitoli, il film di Cohn e Duprat ha il pregio di trattare argomenti universali e contemporanei con invidiabile intelligenza, tra ispirazione artistica e autoreferenzialità culturale, incapacità critica nazionalistica e ipocrisia di provincia, rifiuto delle proprie origini e mediocrità istituzionale, fuga dalla realtà e immersione nella finzione. (..) Una comedy malinconica, dalle amare e al tempo stesso gustose risate, corrosiva e con un controfinale che con un autentico colpo di coda chiude trionfalmente due ore di brillante scrittura.

GASTÓN DUPRAT
Bahia Blanca, Argentina, 8 dicembre 1969
MARIANO COHN
Villa Ballester, Argentina, 1 dicembre 1975

Conosciutisi nel 1993 in occasione di un festival di video sperimentali, lavorano insieme dal 1998. Dopo esperienze in televisione (l’innovativo programma ‘Televisión Abierta’) e nel campo del cinema sperimentale, nel 2003 fondano e poi dirigono il canale TV culturale Ciudad Abierta. Sono anche registi di premiati documentari: ‘Enciclopedia’, ‘Yo Presidente’, ‘Patagonik’ e ‘Living Stars’
Con 'El artista' (2008) debuttano nel lungometraggio. Protagonista un infermiere che si presenta a una galleria con i disegni di un paziente autistico e diventa l'idolo della società colta di Buenos Aires, il film esplora i paradossi del circuito dell'arte contemporanea, i personaggi che lo popolano, le difficoltà nel definire il concetto di arte. “Una commedia graffiante – scrive Mereghetti sul CdSera - dove parlano solo (e a vanvera) i critici, che ironizza sull'arte. Con un rigore formale invidiabile”. L’anno successivo firmano ‘El hombre de al lado’ (2009, una lite tra vicini girato interamente a Casa Curutchet, l’unico condominio residenziale di Le Corbusier nelle Americhe) e dopo sette anni tornano dietro la mdp con ‘Il cittadino illustre’, il loro terzo lungometraggio..
GASTÓN DUPRAT

Foto del regista
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