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Lunedì 22 gennaio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
PATERSON

(USA, 2016) di Jim Jarmusch – dur. 115’
con Adam Driver, Golshifteh Farahani, Kara Hayward, Sterling Jerins, Jared Gilman.

Paterson guida l'autobus nell'omonima città di Paterson, nel New Jersey. Ogni giorno, segue la solita semplice routine: fa il solito percorso con l'autobus, osserva la città che vede scorrere all'esterno del parabrezza e ascolta scampoli di conversazioni che hanno luogo intorno a lui. Paterson scrive poesie su un taccuino, porta a spasso il cane, si ferma in un bar per bere sempre e solo una birra e torna a casa dalla moglie Laura. L'universo di Laura, invece, cambia in continuazione. Nella sua vita, quasi ogni giorno si fanno strada nuove speranze, ciascuna delle quali si trasforma in un nuovo progetto o fonte d'ispirazione. Paterson ama Laura e lei corrisponde il suo amore. Lui appoggia le ambizioni di sua moglie e lei incoraggia l'inclinazione del marito alla poesia. Il film osserva sommessamente i successi e le sconfitte della vita di tutti i giorni, oltre alla poesia che emerge da ogni piccolo dettaglio.

VERSIONE ORIGINALE SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Premi:
Vincitore di 7 premi internazionali più 27 nomination, tra i quali 1 LAFCA (Miglior attore). In concorso al Festival di Cannes.

Locandina del film immagine tratta dal film
Così la critica:
Federico Gironi (Coming Soon)
Che Jim Jarmusch fosse un grande regista con lo spirito e il look di un rocker e l'animo di un poeta, lo sapevamo già da tempo. E che in Paterson la poesia sia tirata in ballo in maniera esplicita, non è né un'inutile sottolineatura né dettaglio fondante: è solo una delle tante, piccole, importantissime, esiziali tessere di un mosaico splendido. Uno dei mattoncini di un film-mondo che è tanto più universale quanto più particolare, tanto più collettivo quanto più singolare.

Andrea Chimento (Il Sole 24 Ore)
Paterson è una sbalorditiva riflessione sentimentale che tratta tematiche alte e profondamente filosofiche con una semplicità disarmante. E’un film sulla poesia che segue i ritmi di un sonetto e in cui le musiche accompagnano magnificamente le storie quotidiane dei protagonisti: un guidatore di autobus con ambizioni, la moglie che vorrebbe diventare una cantante country, il loro simpatico bulldog Marvin. Iarmisch gioca da maestro coi registri, alternando dramma e commedia e firma un’operazione memorabile. Da vedere e rivedere.

Mauro Gervasini (Film TV)
Paterson racconta una storia tranquilla, senza conflitti drammatici. La sua struttura è semplice: segue sette giorni della vita dei protagonisti.Paterson rende omaggio alla poesia dei dettagli, delle variazioni e dei cambiamenti quotidiani. Il film è un antidoto alla noia e all'oscurità dei film drammatici e del cinema d'azione. È un film che lo spettatore dovrà lasciare fluttuare davanti ai suoi occhi come le immagini che si vedono dal finestrino di un autobus mentre si attraversano le strade di una piccola città dimenticata».

Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Sette giorni nella vita di un uomo di nome Paterson (Adam Driver), come la piccola e un po' cadente città del New Jersey in cui vive e lavora come conducente d'autobus. Sette giorni (più uno) in cui sembra che non succeda niente e invece succede di tutto. Anche perché l'essenziale non accade fuori, nella città, ma dentro lo stesso Paterson. Che tra un viaggio e l'altro elabora e annota su un taccuino versi semplici quanto suggestivi. Senza nessuna intenzione di pubblicarli, anche se la sua compagna, la deliziosa e un po' svitata Laura (Golshifteh Farahani), insiste che lo faccia. [...].
JIM JARMUSCH
Akron, Ohio, Stati Uniti, 22 gennaio 1953

Inizialmente influenzato da Wim Wenders, dal suo sguardo apparentemente neutro, oltretutto raffreddato da un elegante bianco e nero con cui osserva umanità e luoghi di preferenza marginali e periferici, Jarmusch ha poi aggiunto nel tempo un particolare humour e un gusto nel raccontare, che ricorda una certa felice narrativa americana sospesa tra l'ironia, il minimalismo e la citazione pulp. Anche se conosciuto dal grande pubblico solo per le sue regie, Jarmusch è anche attore, produttore, sceneggiatore, direttore della fotografia, montatore, cantante (con il gruppo new wave Del Byzanteens) e compositore.
La sua filmografia comprende: ‘Permanent Vacation’ (1980, l’esordio registico), ‘Stranger Than Paradise’ (1984, Caméra d’or a Cannes), la commedia neo-beat-noir 'Daunbailò' (1986, con Benigni, apologo del potere della fantasia), la trilogia ‘Mystery Train’ (1989), la serie di cortometraggi ‘Coffee & Cigarettes’, il curioso anti-western spiritualista 'Dead Man' (1995), 'Ghost Dog' (1999, in cui rivisita il genere gangster in modi critici e originali), l’amarissimo road movie 'Broken Flowers' (2005, film sulla paternità desiderata da un maturo dongiovanni, immalinconito dalla solitudine), il romantico e disperato ‘Solo gli amanti sopravvivono’ (2013).
“A sessant'anni suonati, JJ rimane un regista battagliero e ironico, amante del profumo della libertà e dell'indipendenza. Che puntualmente trasferisce sui suoi personaggi, quasi sempre individui eccezionali, staccati dal contesto, innamorati del loro isolamento e fieri della loro diversità” (Morsiani, Cineforum).
Foto del regista
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