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Lunedì 13 Gennaio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
CAPRI-REVOLUTION
Nome film lingua originale
(Italia 2018) di Mario Martone – dur. 122’
Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca Di Gennaro, Jenna Thiam.

1914. Un gruppo di giovani del nord Europa si unisce in una comunità sull'isola di Capri avendovi trovato il luogo ideale in cui sperimentare la ricerca sulla vita e sull'espressione artistica. Sull'isola abita con la sua famiglia Lucia, una capraia la cui attenzione viene attratta da questi strani individui a cui inizia ad avvicinarsi. Al contempo sull'isola è arrivato un giovane medico condotto portatore di idee che mettono la scienza e l'interventismo al primo posto.

Premi:
Vincitore di 11 premi internazionali più altre 11 candidature, tra i quali 6 premi (Film italiano, Costumi, Film, Colonna sonora, Premio Sfera 1932) alla Mostra del Cinema di Venezia, 2 David di Donatello (Musiche, Costumi) più altre 11 candidature, 7 candidature ai Nastri d’Argento.

Locandina del film immagine tratta dal film
Così la critica:
Giancarlo Zappoli (Mymovies)
Mario Martone completa l'ideale trilogia che si è venuta componendo dopo “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso” con un film che si muove tra la luce diurna del sole e i fuochi delle danze della notte trovando al proprio centro l'efficacissima interpretazione di Marianna Fontana. È sua quella che si potrebbe definire l'anima divisa in tre attorno alla quale si colloca tutta la vicenda. Il passato, con tutto ciò che ha di positivo rappresentato dalla spesso silente figura materna, si concentra nella casa in cui al padre malato si sostituiscono i fratelli portatori della difesa di una tradizione che si fa abito sempre più pesante da indossare per la giovane donna. In quegli uomini e donne che scorge per la prima volta nudi su una scogliera vede aprirsi un mondo di opportunità diverse rispetto all'orizzonte chiuso di un mare forse prima di allora mai guardato con occhi nuovi. Martone fa esplicito riferimento alla comune che il pittore Karl Diefenbach costituì a Capri agli inizi del Novecento avendo come omologa quella del Monte Verità a Locarno (dove tutt'oggi viene tenuta viva una forte memoria di quella esperienza). Il vivere insieme immersi nella Natura, da vegetariani ante - litteram impegnati in una ricerca in cui il corpo stesso si faceva forma d'arte vivente non impedisce al regista di mettere in luce il nascere di forti contraddizioni all'interno della comunità.

Giona A. Nazzaro (FilmTV)
L'Occidente colto all'alba della Prima Guerra mondiale, ancorato alla trascendenza e al sacro, mentre si fa largo il socialismo internazionalista, è il luogo-narrazione di “una trasvalutazione di tutti i valori”. Il set dell'isola diventa così teatro delle idee in movimento. Con un piglio schiettamente antinaturalistico e antipsicologico, Martone dà corpo alla paralisi politica del nostro presente immaginando un dialogo filosofico dell'altro ieri. Opponendo il medico socialista (l'eccellente Antonio Folletto) alla visione animista ma già proto-ecologista di Seybu, Martone intreccia piani e contraddizioni ancora irrisolte. La guerra igiene del mondo è così opposta a una visione pacifista la quale cova già dentro di sé i germi della ritirata e (dell'eterno ritorno) della violenza... Un film audace, “Capri-Revolution”, che sfida le modalità con le quali pensiamo i film, il cinema oltre la Storia e le strategie formali e politiche per (ri)raccontarla.
MARIO MARTONE
Napoli, 1959

Mario Martone è un teatrante con la vocazione per il grande schermo. La sua esperienza teatrale inizia con Falso Movimento, compagnia da lui stesso fondata a vent'anni, con la quale mette in scena numerose pièce di repertorio sia classico che contemporaneo. Il suo esordio cinematografico risale al 1992 con 'Morte di un matematico napoletano', Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. Continuando ad alternare teatro e cinema, negli anni successivi dirige 'L'amore molesto' (1995, Davide di Donatello per la regia), 'Teatri di guerra' (1998, da una sua opera già rodata in palcoscenico), ‘Noi credevamo’ (2010, che “dà del Risorgimento una visione sotterranea e crudele, come di una successione di tentativi scoordinati e fallimentari”), 'Il giovane favoloso' (2014, un Giacomo Leopardi poeta e intellettuale modernissimo, lontano dai miti e dai luoghi comuni). Dopo 'Capri-Revolution', suo ottavo lungometraggio, nel 2019 ha diretto ‘Il sindaco del rione Sanità’.
Foto del regista
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