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Lunedì 18 Febbraio Ore 16:15 - 20:15 - 22:30
COSA DIRÀ LA GENTE
Hva vil folk si
(Norvegia, 2017) di Iram Haq – dur. 106’
con Maria Mozhdah, Adil Hussain, Ekavali Khanna, Rohit Saraf, Ali Arfan, Sheeba Chaddha.

Oslo. Nisha ha sedici anni e una doppia vita. In famiglia è una perfetta figlia di pachistani. Fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando però il padre la sorprende in casa di notte in compagnia del suo ragazzo i genitori e il fratello si organizzano per portarla, contro la sua volontà, in Pakistan affidandola a una zia. In un Paese che non ha mai conosciuto, Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura da cui provengono suo padre e sua madre.

Premi:
Vincitore di 13 premi internazionali più 11 nomination.

Locandina del film Locandina del film
Così la critica:
Alessandra Levantesi (La Stampa)
Capita che il cinema precorra i temi dell'attualità, ed è infatti impossibile vedere “Cosa dirà la gente” senza pensare alla tragedia di Sana, pakistana di Brescia in sospetto di essere stata sgozzata dai familiari per aver abbracciato i valori occidentali. Sullo schermo non si arriva a tanto, ma comunque è una vera e propria forma di violenza quella subita dalla sedicenne Nisha.

Giuseppe Grossi (Movieplayer)
Senza mai esasperare una visione collettiva, politica e sociale, sussurrata in sottofondo, “Cosa dirà la gente” preferisce soffermarsi su tonalità intimiste e rivolgersi tutto il tempo agli occhi grandi ed espressivi di una grandissima attrice. Haq si dedica con affetto al volto lucente della straordinaria esordiente Maria Mozhdah nel cui sguardo si gioca una partita perenne tra disperazione e rivalsa, rassegnazione e vitalità. La camera le sta addosso, la insegue, la accarezza e la sostiene, quasi ad incoraggiarne la ribellione. Non privo di sequenze drammatiche e violente, il film ha i tempi di un respiro affannato: inspira intolleranza ed espira coraggio. Lo stesso coraggio che serve a vedere il volto di Nisha sullo schermo facendo finta di dimenticare quello di Sana nei telegiornali.

Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Ci sono film così vicini alle cronache da rischiare di esaurirsi in un banale effetto di rispecchiamento: ecco cosa succede, visto da vicino. Altri invece, più problematici, illuminano ciò che accade in profondità. "Cosa dirà la gente" appartiene alla seconda categoria anche se è così diretto, brutale (e coraggioso) da poter esser preso per un semplice film-denuncia. Normale: la regista, la pakistano-norvegese Iram Haq (su 5 milioni di norvegesi 50 mila sono di origine pakistana), ex-attrice, classe 1976, ha elaborato a lungo una storia che conosce bene per averla vissuta a 14 anni. (...)
IRAM HAQ
Pakistan, 1976

Nata in Pakistan, si trasferisce in Norvegia. Studia alla Westerdals School of Communication di Oslo e per diversi anni lavora come attrice teatrale, cinematografica e televisiva. Nel 2004 si fa notare come sceneggiatrice di 'Old Faithful', presentato a Venezia. L'esordio registico avviene con il corto 'Little Miss Eyeflap' (2009, premiato in molti festival internazionali, tra cui il Sundance). 'I am yours' (2013) è il suo primo lungometraggio: candidato dalla Norvegia agli Oscar e premiato ai festival di Toronto e Lubecca, è la storia di una giovane ragazza madre pachistana che cresce da sola il figlio, non si sente gradita e ha difficoltà ad affrontare le avversità. Per l'autorevole rivista Variety è un esordio di valore assoluto. 'Cosa dirà la gente', suo secondo lungometraggio, ne è un ideale prolungamento. “La pressione sociale - ha detto la stessa regista - gioca un ruolo più importante. Viene posto l'accento sui conflitti culturali, ma anche generazionali. La mia eroina vorrebbe avere dei buoni rapporti con i genitori e allo stesso tempo vivere come i giovani norvegesi della sua età. Le tradizioni a cui la sua famiglia è attaccata non le permettono di spiccare il volo: in questo ambiente la preoccupazione per quello che verrà detto è primordiale, ed è faticoso e frustrante dover rispettare delle regole imposte da altri”.
Foto del regista
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