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Cineforum> 2007-2008> La notte ||Stagione in corso
Mercoledi' 9 Aprile In collaborazione con il D.A.M.S.
Due proiezioni: ore16,15 - 21,15
LA NOTTE
di Michelangelo Antonioni, dur. 122', Italia, Francia 1961
Con Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Monica Vitti, Maria Pia Luzi, Gitt Magrini
Dopo pochi anni di matrimonio, lo scrittore Giovanni Pontano e sua moglie Lidia si accorgono che il loro amore oramai è finito nel grigiore della noia e di una sempre crescente incomunicabilità. La narrazione inizia con la visita che i due coniugi fanno ad un loro intimo amico, anch’egli scrittore, che vive le ultime ore della sua vita in una lussuosa clinica.

Vincitore di 6 premi internazionali, tra cui:
· Festival di Berlino 1961: Orso d’oro
· David di Donatello 1961: Miglior regia
· Nastri Argento 1962: Miglior Regia, Miglior attrice (Monica Vitti), Miglior colonna sonora
GUARDA UNA SCENA DEL FILM
Così la critica
Fernaldo Di Giammatteo:
L’azione de “La notte “ si svolge a Milano, nella febbre espansiva dei primi anni sessanta. L’ambiente è quello dei “nuovi ricchi” dove lavoro e cultura, snobismo e affettazione si mescolano, e dove l’autenticità viene a volte scolorita e mistificata dalle maschere degli atteggiamenti. Insieme a “L’avventura” (1959) e a “L’eclisse” (1962), siamo soliti considerare “La notte” come seconda parte di una trilogia in cui Antonioni mantiene costanti le atmosfere, il milieu sociale e culturale, lo smarrimento dei personaggi. Con questa trilogia Antonioni consegna al cinema un poema in prosa che narra l’errare di uomini smarriti nei luoghi di lavoro e della vacanza, impegnati nella ricerca di nulla, probabilmente neanche più di se stessi come era accaduto a Leopold Bloom dell’“Ulysse” di Joyce.
Giovanni Bogani:
In un tempo precedente si dava importanza ai soli momenti d’azione consapevole e motivata della giornata umana e si taceva sul caos dal quale erano emersi, nel film avviene il contrario. Antonioni ha voluto trasportare sullo schermo, forse per la prima volta in Italia, modi e immagini che sono propri della narrativa e della poesia moderne. Certe sequenze de “La notte” fanno invecchiare di colpo cinema narrativo e neorealista.
ANTONIONI Michelangelo – Ferrara, Italia, 1912 – Roma, Italia, 2007
Dopo la laurea in Economia e Commercio, studia cinema a Roma e fa esperienza in Francia come aiuto-regista di Marcel Carnè. Fino alla fine degli anni '40 si dedica al giornalismo, alla sceneggiatura e all'attività di documentarista, raggiungendo anche notevoli conoscenze tecniche. Con il primo lungometraggio ‘Cronaca di un amore’ (1950) si mette subito in evidenza. Nel 1956 vince il Leone d'argento a Venezia con ‘Le amiche’ (1955) ma è con la trilogia ‘L'avventura’ (1960), ‘La notte’ (1960) e ‘L'eclisse’ (1961) che si impone all'attenzione del pubblico e della critica. Nel 1964 realizza il suo primo film a colori ‘Deserto rosso’ che vince il Leone d'oro a Venezia. Con ‘Blow-up’ (1966) riceve la sua prima e unica candidatura all'Oscar come regista (ne riceverà uno alla carriera nel 1995) e vince la Palma d'oro a Cannes. Nel 1983 gli viene conferito a Venezia il Leone d'oro alla carriera. Rimasto lontano dal set per diversi anni in seguito a un ictus che gli toglie l'uso della parola, vi ritorna nel 1994 con l'aiuto di Wim Wenders insieme al quale realizza ‘Al di là delle nuvole’. Nel 2005 torna per l'ultima volta alla regia realizzando uno dei tre episodi del film ‘Eros’.
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